lunedì 31 dicembre 2012

LA FALSA ALTERNATIVA DELLA MEDICINA DELLA MISERICORDIA

S. Pietro penitente, J. de Ribera "Spagnoletto", 1629
Il numero 
di Gennaio 2013 
di "Radicati nella fede".



















Editoriale di "Radicati nella fede" n° 1 Gennaio 2013


 Pare che oggi sia scomparsa dalla Chiesa la condanna del peccato.

 Non diciamo che non si dichiari più che questo o quello sia peccato; diciamo solo che lo si fa così timidamente e dolcemente da sembrare, anche per la Chiesa, una questione non grave. Sì, generalmente oggi si fa così. Se si dice ancora che un'azione è peccato, parte subito tutta un’opera di addolcimento dell'accusa, per non spaventare il peccatore, per accoglierlo comunque, dicendo subito che la misericordia vince. Ma la misericordia di Dio la si comprende bene solo se si coglie tutta la gravità del peccato. Oggi ormai ha vinto questa linea nella Chiesa, disastrosa dal punto di vista della cura delle anime, disastrosa per la pastorale, come si suol dire oggi.

 Non è solo il mondo ad aver fatto il disastro morale di oggi, troppo comodo incolpare solo quelli di fuori! Siamo noi che non abbiamo più parlato con chiarezza della gravità del peccato, del peccato mortale, del pericolo dell'anima che muore in stato di impenitenza finale. Siamo noi che abbiamo “scherzato”, parlando di peccato e di misericordia (quasi fosse questa una concessione preventiva al tradimento di Dio), non aiutando le anime nel ravvedimento e nel vivere secondo Dio. Vivere nel peccato vuol dire perdere la vita. Non abbiamo più detto che il peccato dispiace a Dio, che rovina l'esistenza quaggiù e chiude il Paradiso. Non abbiamo più parlato di dolore del peccato, di contrizione, e poi ci stupiamo che non ci si confessi più!

 Il nuovo corso è iniziato quando si è cominciato a dire che la Chiesa (“moderna”) preferisce la medicina della misericordia a quella della condanna. Si è addirittura fatto un Concilio per dire che non si voleva condannare più l’errore. Si è d'autorità deciso, per esempio, di tacere sul male “religioso” del '900, il comunismo ateo con tutti i suoi errori ed orrori.

 Invece la Chiesa, nel passato, non distinse mai la misericordia dalla condanna del peccato! Sono entrambe azioni necessarie nell'opera di Dio, nell'opera di salvezza delle anime: la condanna seria del peccato apre l'anima alla possibilità del dolore che salva; la misericordia dona la grazia del perdono, a chi la domanda.

 Terminiamo con una pagina di J. H. Newman, dell'Apologia pro vita sua, dove, parlando dell'Infallibilità della Chiesa, la introduce così:

 Anzitutto, la dottrina del maestro infallibile deve iniziare da una vibrata protesta contro lo stato attuale dell'umanità. L'uomo si è ribellato al suo Creatore. Questa ribellione ha provocato l'intervento divino; e la denuncia della ribellione dev'essere il primo atto del messaggio accreditato da Dio. La Chiesa deve denunciare la ribellione come il più grave di tutti i mali possibili. Non può scendere a patti; se vuole essere fedele al suo Maestro, deve bandirla e anatemizzarla. [...]

 La Chiesa cattolica pensa sia meglio che cadano il sole e la luna dal cielo, che la terra neghi il raccolto e tutti i suoi milioni di abitanti muoiano di fame nella più dura afflizione per quanto riguarda i patimenti temporali, piuttosto che una sola anima, non diciamo si perda, ma commetta un solo peccato veniale, dica una sola bugia volontaria o rubi senza motivo un solo misero centesimo.”

 Ecco come il beato Newman, erroneamente considerato come precursore del Vaticano II, fa eco alla grande Tradizione della Chiesa, che anche sugli aspetti morali è di semplice ed estrema chiarezza. Altro che le elucubrazioni pastorali di oggi che hanno prodotto parrocchie dove la maggioranza dei fedeli vive strutturalmente in peccato mortale.

 Ascoltiamo Newman, ascoltiamo la Chiesa: la Misericordia inizia con la denuncia del peccato, dicendone tutta la sua gravità.

sabato 29 dicembre 2012

TE DEUM DI FINE ANNO


VOCOGNO
31 Dicembre 2012


ore 17.00
SANTA MESSA cantata
e Solenne 
TE DEUM 
di ringraziamento





Video Messa e Te Deum 2011

venerdì 28 dicembre 2012

IN NATIVITATE DOMINI: LE FOTO DELLA NOTTE DI NATALE A VOCOGNO

Pubblichiamo 
il video con le foto 
della Santa Messa della Notte di Natale 
in rito antico a Vocogno.


Video con le foto della Notte di Natale


mercoledì 26 dicembre 2012

"DOMINUS DIXIT AD ME": LA NOTTE DI NATALE AL CONFINE DELLE ALPI.


Pubblichiamo il video 
della Santa Messa 
della Notte di Natale 
a Vocogno e l'audio dell'Omelia.






Video Santa Messa della Notte


Audio Omelia di don Alberto Secci

sabato 22 dicembre 2012

SANTO NATALE 2012: GLI ORARI DELLE FUNZIONI

Pubblichiamo, 
pensando di fare cosa gradita ai fedeli legati alla Santa Messa tradizionale, 
gli orari delle funzioni 
del Santo Natale 2012.
 
A VOCOGNO


24 Dicembre 2012


ore 22.30  
I sacerdoti recitano l’Ufficio vigiliare
E’ possibile, per i fedeli che lo desiderano, 
unirsi alla loro preghiera.


ore 24.00  
Santa Messa di Mezzanotte [cantata]


25 Dicembre 2012


ore 10.30  
Santa Messa [cantata]

Attenzione: il giorno di Natale non ci sarà la Santa Messa letta delle ore 17.00 


26 Dicembre 2012
Santo Stefano primo martire

ore 10.30 
Santa Messa [cantata]

Santa Messa della Notte di Natale a Vocogno 2011


Cappella dell'Ospedale di Domodossola

25 Dicembre 2012

ore 10.30
Santa Messa [cantata]





  Il Video del Natale 2011 


Il Video della prima sera della Novena 2012

lunedì 17 dicembre 2012

REGEM VENTURUM DOMINUM: IL VIDEO DELLA NOVENA DI SEMPRE

Pubblichiamo il video 
della Novena del Santo Natale secondo Tradizione 
nella chiesa di Vocogno.
Domenica 16 Dicembre 2012.

 

sabato 15 dicembre 2012

NOVENA DEL SANTO NATALE SECONDO TRADIZIONE

Presepe nella Chiesa di Vocogno, part.


da Domenica 16 Dicembre
chiesa parrocchiale 
di Vocogno

ore 20.30
Novena del Santo Natale
e Benedizione Eucaristica

Video Presepe nella Chiesa di Vocogno
>

domenica 9 dicembre 2012

IL CATTOLICESIMO LIBERALE NON SOPPORTA L'IMMACOLATA.

Solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria a Vocogno.
I video della Santa Messa cantata e quello dell'omelia.


Video Santa Messa cantata


Video Omelia don Alberto Secci


Video Vespri cantati

N.B.
Vi consigliamo di controllare sempre la qualità del video 
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Omelia don Alberto Secci audio

venerdì 30 novembre 2012

LA TRADIZIONE E' REALISTA, IL MODERNISMO E' IDEOLOGICO.

Pubblichiamo il numero di dicembre di "Radicati nella fede".
Buona lettura!



EDITORIALE DI “RADICATI NELLA FEDE” n° 12 dicembre 2012 

 Il Modernismo è ideologico, la Tradizione, questa no, è realista. 

 E' il Modernismo che partendo da concetti astratti, assunti dalla cultura imperante, ha preteso di trasformare il pensiero e la vita cattolica. Partendo dalla filosofia moderna, dall'Idealismo, dal Personalismo e dalla psicologia ideologica della modernità, ha voluto disgraziatamente adattare le verità di fede e la vita concreta dei cristiani: così facendo ha distrutto tutto, ha reso prima falsa e poi impossibile e inutile la vita cristiana. 

 Nasce tutto, nel Modernismo, dall'ideologia: si prendono acriticamente per buone le elucubrazioni dei pensatori atei e agnostici contemporanei e si vuole obbligare il pensiero cattolico ad adattarvisi, per non restare “fuori dalla storia”. E' un continuo volersi mettere al passo con i tempi, perché il cristianesimo non resti vecchio. E' l'ideologia: non è la realtà che comanda, ma le idee degli intellettuali. 

  La Tradizione parte invece dalla realtà. 
 La realtà di Dio che si rivela, che si fa conoscere, e la realtà dell'uomo, povero peccatore, che ha bisogno di una salvezza che non può darsi da sé. Sono il realismo e la semplicità cristiana. Quando uno accosta il mondo della Tradizione cattolica sente la bellezza di questa semplicità, di questo realismo. L'uomo semplice di cuore, non rovinato dall'orgoglio degli intellettuali da salotto, gusta questo realismo semplice che gli rende possibile affrontare l'esistenza e agire con efficacia. Sente che tutto torna chiaro nella vita. 

 L'orgoglio fa sragionare l'uomo; gli fa complicare la semplicità di Dio e gli fa perdere la via della salvezza. L'orgoglio, la superbia dell'intelligenza e del cuore, gli impedisce di ragionare, e gli fa complicare tutto... e “il Signore ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore”. 

 Occorre però vigilare sempre. 
 Anche nella Tradizione può “rientrare” questa superbia che rovina tutto. La Tradizione va vissuta con semplicità e non con orgoglio. Tutto in essa va vissuto con un deciso realismo: la Messa di sempre va celebrata e assistita perché salva il mondo dall'abisso, non va vissuta invece come pura dimostrazione “politica” di una propria posizione contro la modernità. Un pellegrinaggio, vissuto tradizionalmente con la Messa di sempre, va fatto non come dimostrazione di forza, per far vedere che i conservatori sono più bravi dei modernisti nel fare queste cose, ma come urgente domanda di perdono e di grazia fatta al Signore per l'intercessione della Beata Vergine Maria e dei Santi. Così, ad esempio, abbiamo voluto vivere il secondo pellegrinaggio ad Oropa, che fa parte della grande novena di nove anni in attesa del centenario dell'Incoronazione della Madonna. 

 E' questione di vita o di morte: se si cade nell'inganno dell'ideologia, si porta la Tradizione su un binario morto. Si faranno, qua e là, delle manifestazioni tradizionali, forse anche solenni, ma queste non toccheranno i cuori, non comunicheranno veramente la grazia, non cambieranno la vita. Noi vogliamo restare dentro quel popolo semplice e grande che da secoli sta in ginocchio di fronte al Signore, sentendosi bisognoso di tutto. Un popolo umile, perché fatto di anime che domandano veramente perdono per i loro peccati. Un popolo coraggiosamente deciso, perché sulle verità di fede, sulla forma della Messa tradizionale, sulla dottrina cattolica non cede nemmeno di una virgola, perché queste sono date dal Signore per la nostra salvezza e non sono nostra proprietà. 

 L'intellettuale invece, che per conservatorismo, ama la Messa tradizionale, da un lato vuole momenti pubblici per affermare il suo gusto dell'antico, e nello stesso tempo diventa debole nella battaglia contro l'eresia per paura di restare escluso dal consesso pubblico di oggi o, peggio ancora, dalla vita pubblica della Chiesa: viene a patti con l'errore o le ambiguità della Chiesa ammodernata per il bisogno umano di vincere nel tempo – non si fida del Signore e vuole assicurarsi una vittoria che è tutta umana. Dobbiamo pregare molto, dobbiamo assistere molto alla Messa della Tradizione, se possibile quotidianamente, dobbiamo frequentare i Sacramenti, dobbiamo amare la dottrina cattolica, per restare realisticamente e umilmente attaccati al Signore. E il Signore darà la grazia, anche dopo la notte più oscura, anche dopo la più tremenda crisi della Chiesa. 

 Che la Beata Vergine ci conservi un cuore puro, e ci liberi dall'orgoglio intellettuale. Così sarà veramente Natale.

lunedì 26 novembre 2012

UNA PATRONALE SECONDO TRADIZIONE.

Vocogno festeggia Santa Caterina v. m.
Pubblichiamo il video della Santa Messa cantata in rito antico, quello dell'omelia e dei Vespri cantati.

Video Santa Messa cantata
 

Video Omelia di don Alberto Secci
 

Video dei Vespri cantati

venerdì 16 novembre 2012

"VENI SPONSA CHRISTI": FESTA DI SANTA CATERINA V.M. A VOCOGNO

VOCOGNO
Domenica 25 novembre 2012

FESTA DI SANTA CATERINA v.m.

Santa Caterina v.m.

ore 10.30
Santa Messa cantata

ore 15.30
Vespri cantati e Benedizione Eucaristica

ore 17.00
Santa Messa letta


Video Vespri cantati anno 2011

lunedì 12 novembre 2012

"COME MENDICANTI DOMANDIAMO LA GRAZIA DI DIO": VIDEO DEL SANTO ROSARIO NEL SECONDO PELLEGRINAGGIO DELLA TRADIZIONE ALLA MADONNA DI OROPA.

 Pubblichiamo un terzo video del Pellegrinaggio della Tradizione alla Madonna di Oropa: il Santo Rosario davanti all'immagine miracola della Vergine Bruna.


Dalle parole di don Alberto Secci all'inizio del Santo Rosario:
 “Dopo la Messa Solenne è questo il momento più santo per noi qui ai piedi dell'immagine miracolosa della Beata Vergine Maria. Viviamo tutto veramente con cuore di pellegrini, poveri pellegrini che hanno bisogno di tutto, che hanno bisogno della grazia [...]

  Credere alla vita soprannaturale, alla vita di grazia, vuol dire anche dare importanza a pellegrinaggi come questo dove si viene a domandare. La vita di grazia, la vita di Dio, è donata da Dio a noi e quindi bisogna domandarla come dei mendicanti con una serietà piena. Preghiamo così il Santo Rosario”.

 

Le foto

domenica 11 novembre 2012

SECONDO PELLEGRINAGGIO DELLA TRADIZIONE AD OROPA: IL VIDEO DELLA SANTA MESSA SOLENNE

Il video della 
Santa Messa Solenne 
in rito antico 
in occasione del 
" Pellegrinaggio della Tradizione" 
alla Madonna di Oropa.
Sabato 10 novembre 2012


sabato 10 novembre 2012

AI PIEDI DELLA VERGINE BRUNA

 Alla sera del "Secondo Pellegrinaggio della Tradizione alla Madonna di Oropa" che ha visto numerosi pellegrini portarsi pieni di fede ai piedi della Vergine Bruna nell'importante Santuario Mariano piemontese, pubblichiamo il video dell'omelia di don Alberto Secci durante la Santa Messa solenne e alcune foto.
 A breve pubblicheremo il video della Santa Messa e le altre foto.

Il video dell'omelia di don Alberto


La Santa Messa Solenne

Le preghiere ai piedi dell'altare

L'omelia di don Alberto

Il Rosario nella Basilica antica

Le parole di don Alberto ai fedeli prima del Rosario

martedì 6 novembre 2012

"O QUAM BEATUS, O BEATA, QUEM VIDERINT OCULI TUI"


A pochi giorni dal

2° PELLEGRINAGGIO  
DELLA TRADIZIONE 
ALLA MADONNA 
DI OROPA 

 vi rinnoviamo l'invito alla partecipazione riportando un breve passaggio dell'omelia di don Alberto Secci durante la Messa solenne del Pellegrinaggio dell'anno scorso. 
 Ci sembra il modo giusto per prepararsi a questo importante gesto di fede.


« “O quam beatus, o Beata, quem viderint oculi tui”.
Davvero è beato, o Beata Vergine Maria, colui sul quale si posano i tuoi occhi.

E' la frase scolpita nella porta di entrata del luogo più santo del monte di Oropa, là dove si trova il sacello eusebiano e dentro la statua miracolosa della Vergine Bruna, della Regina Montis Oropae.

Davvero è beato, o Beata Vergine Maria, colui sul quale si posano i tuoi occhi.

Siamo qui pellegrini. Non siamo qui a fare una manifestazione. Siamo qui come poveri peccatori bisognosi della grazia di Dio, bisognosi della sua misericordia. Siamo qui pellegrini, domandando tutto a Dio per mezzo dell'intercessione potente di Maria Santissima, Regina di Oropa.

Il pellegrino, che è l'uomo più vero e più semplice, vuole mettersi sotto lo sguardo della Madonna. Per questo ci si muove da casa, per questo ci si mette in viaggio, per mettersi sotto gli occhi di Maria Santissima.

Oh, davvero è beato, o Vergine Maria, colui sul quale si posano i tuoi occhi!

E noi, oggi, domandiamo questo: che gli occhi di Maria Santissima si posino su di noi.

Di quante grazie abbiamo bisogno. Abbiamo bisogno di una fede più grande, abbiamo bisogno di un amore più grande per Dio e per il prossimo. Abbiamo bisogno di pace e serenità nelle nostre case. Abbiamo bisogno di salute per servire il Signore. Abbiamo bisogno di pazienza e di costanza nelle prove. Quante grazie dobbiamo domandare.

Per questo, o Vergine Santa di Oropa, posa il tuo sguardo su ciascuno di noi e su tutti coloro che le tribolazioni della vita hanno tenuto a casa, perché ciascuno di noi porta altre persone con sé sotto lo sguardo della Madonna. [...]»


SABATO 10 NOVEMBRE 2012

ore 11.00
Santa Messa solenne
in Basilica Nuova

ore 15.00
S. Rosario 
di fronte
all'immagine miracolsa 
in Basilica Antica


mercoledì 31 ottobre 2012

NON PREDICANO I NOVISSIMI, NON ASCOLTATELI!

Il numero di Novembre 
di "Radicati nella fede".
[n° 11, Novembre 2012]




Editoriale di "Radicati nella fede" di Novembre
NON PREDICANO I NOVISSIMI, NON ASCOLTATELI!

 Per la salvezza eterna dell'uomo, di ogni uomo, e non per renderlo cosciente di una salvezza già avvenuta: per questo c'è la Chiesa. 

 La differenza sta tutta qui. Ormai il Cattolicesimo in mezzo a noi ha preso un'altra forma, questo fatto è sotto gli occhi di tutti. La preoccupazione non è più la salvezza delle anime. Chi frequenta ancora le chiese, difficilmente sentirà predicare questo che è il cuore del cristianesimo: Nostro Signore Gesù Cristo è l'unico Redentore, occorre pentirsi e cambiare vita, essere battezzati e accostarsi ai sacramenti, occorre vivere in grazia di Dio per la salvezza dell'anima nostra. No, di tutto questo non si parla più. E lo vedremo in questo “Anno della fede”, nel quale, ahimè, si sarà preoccupati di celebrare le date della Chiesa, ma non si affermerà la preoccupazione della salvezza delle anime. 

  Perché tutto questo? Semplicemente perché dopo il Concilio si è di fatto prodotta una mutazione della fede cattolica, i cui tragici frutti cogliamo pienamente in questi tempi. 

  Hanno in testa molti, troppi, quasi tutti, che la salvezza delle anime è già avvenuta, e che ora bisogna solo rendere coscienti gli uomini di questo dono dall'alto. È una Chiesa, questa, che ha spostato tutto sull'umano, sull'antropologia, sul benessere della persona, sulla ricerca della felicità. 

 Ma questo è ancora Cristianesimo? Gesù non è venuto perché senza di Lui non possiamo salvarci? Non è morto in Croce per liberarci dal potere del Demonio e per riaprirci il Paradiso? Non ha comandato ai suoi discepoli di predicare il Vangelo sino agli estremi confini della terra e di battezzare?: “Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, chi non crederà sarà condannato” ...non è scritto così? 

  Invano attenderete, nei dibattiti televisivi sul Concilio, che l'ecclesiastico di turno vi parli della questione della salvezza eterna. Ma se non è in gioco questo, che ci sta a fare l'ecclesiastico di turno e la Chiesa stessa? Capita di vedere un Cardinale, quello di Milano, su “LA7”, sfoderare un irenismo ridicolo e cieco sulla situazione della Chiesa (“Quando visito le chiese, sono sempre piene”... “Non è vero che c'è crisi”), sentirlo parlare di un fumoso cristianesimo in un discorso che assomiglia più ad una lezione di antropologia, reagire infastidito alle chiare affermazioni del Prof. De Mattei sulla spaventosa crisi seguita al Vaticano II, mentre il laico di turno, nel caso Giuliano Ferrara, ricorda che occorre parlare anche dell'Inferno, oltre che della “pienezza umana” portata da Cristo. Siamo a questo punto: quelli fuori della Chiesa ricordano alla Chiesa l'essenziale, che essa non predica più. 

  Ma attenti tutto questo è più che drammatico, perché cambiare la prospettiva vuol dire cambiare tutto. 

 Se lo scopo è rendere migliore, più cosciente la vita di quaggiù, e non la salvezza eterna, siamo di fronte ad una modificazione profonda del Cristianesimo, siamo di fronte ad una nuova religione, che non è più quella di Nostro Signore Gesù Cristo. Siamo di fronte alla religione dell'uomo, e non alla religione di Dio. 

 Un grande sacerdote santo, il Père Emmanuel Andrè, chiamava tutto questo “Naturalismo”: tutto è ridotto alla natura, all'uomo. È il più grande e devastante cancro del Cattolicesimo. E lo stesso Pére Emmanuel diceva che occorre, di fronte a questo male, essere “uomini di Dio, uomini di reazione”: entrambe le cose... di Dio e di reazione. Sì: occorre PREGARE E REAGIRE, dire basta!, non avere più a che fare con coloro che stanno affossando la Chiesa e la fede Cattolica. 

 Sono nostri pastori coloro che custodiscono il cattolicesimo, non coloro che lo svendono trasformandolo in antropologia religiosa per entrare nei salotti culturali di questa stanca società occidentale. Come fare per sapere se i pastori sono degni di essere ascoltati e seguiti? È semplice: se parlano ancora della salvezza eterna, se parlano dei Novissimi: Morte, Giudizio, Inferno, Paradiso. Se nel loro parlare tutto questo non compare mai, diffidate, hanno già cambiato la fede.
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